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RIFERIMENTI
NORMATIVI RELATIVI ALLE PISCINE
La Circolare Ministero della
Sanità 128/71 demanda alla U.S.L. la sorveglianza
igienico-sanitaria sulle piscine di uso pubblico dettando norme
relativamente alle caratteristiche dell’acqua di alimentazione (deve
avere buone caratteristiche igieniche, in particolare gli indici
batterici devono essere contenuti entro i limiti ammessi per le acque
potabili, mentre pur ammettendo variazioni nei parametri chimico-fisici,
in relazione al tipo di acqua da utilizzare, devono essere assenti
sostanze tossiche o irritanti.
Inoltre la portata deve essere sufficiente a sostenere il numero
di cicli di rinnovo prescritti, oltre alle integrazioni necessarie a
compensare le perdite (in misura non inferiore al 10% della portata di
base), all’affluenza dei bagnanti (disponibilità di mq. 2 a
bagnante), all’entità dei ricircoli (3 cambi completi nelle 24 ore),
alla filtrazione ed alla disinfezione (deve essere aggiunta una quantità
di cloro attivo tale da rilevare all’uscita dell’acqua dalla vasca
la presenza di cloro residuo libero compreso tra 0,4 e 0,6 mg/l mentre
in nessun punto della piscina potrà mai superare 1 mg/l e prevede che
le piscine aperte al pubblico siano sottoposte a controllo
batteriologico almeno una volta l’anno da parte dell’Autorità
Sanitaria oltre a prevedere saltuari controlli del cloro residuo, mentre
pone a carico del gestore l’obbligo di annotare su apposito registro i
valori del cloro residuo e del numero dei bagnanti presenti
nell’intera giornata e nei singoli turni e comunque ogni due ore.
Infine individua le caratteristiche dell’acqua in vasca ed in uscita
da sottoporre a controllo sia come parametri chimico-fisici che
microbiologici.
Successivamente
sugli aspetti igienico-sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine a uso
natatorio, si è legiferato con l'Accordo
tra il Ministro della salute, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano: Conferenza
Stato-Regioni - Accordo 16 gennaio 2003 Gazzetta Ufficiale 3 marzo 2003, n. 51
La Circolare 128/71 non
definisce le caratteristiche costruttive della vasca e dell’impianto
in generale sebbene una quota importante dei rischi collegati alle
piscine siano legati proprio alle carenze dell’intero complesso
(percorsi a piedi nudi, servizi igienici, pavimentazione, etc.) e non
solo alle condizioni della sola vasca. In precedenza queste
caratteristiche sono state definite in parte dalla Circolare
Ministero degli Interni 16/51 in base alla quale le pareti della
vasca devono essere perpendicolari e rivestite in materiale
antisdrucciolevole, la vasca deve essere circondata da ogni lato da una
banchina di larghezza non inferiore a m. 1,5, l’accesso deve avvenire
unicamente attraverso un passaggio obbligato munito di docce e zampilli
che garantiscano la perfetta pulizia del bagnante, gli impianti igienici
devono comprendere almeno un servizio igienico ogni 30 utenti e due
docce ogni 40 utenti; inoltre il servizio di salvataggio deve essere
disimpegnato da almeno due bagnini abilitati.
Successivamente il Decreto Ministero
dell’Interno 18/03/96 relativamente agli impianti sportivi
confermando la necessità di una banchina in materiale
antisdrucciolevole larga almeno m. 1,5 e di superficie non inferiore al
50% della vasca, richiede il servizio di salvataggio quando il numero di
persone contemporaneamente presenti nello spazio di attività sia
superiore a 20 unità oppure la vasca abbia superficie superiore a mq
50.
Per gli agriturismo la L.R. Toscana 48/97
modificando la L.R. Toscana 76/94 ha stabilito che le piscine riservate
ad ospiti sia alloggiati nei locali aziendali che in spazi aperti, sono
da considerarsi ad uso privato, fatta salva la normativa
igienico-sanitaria in materia di qualità delle acque, inoltre anche per
motivi di sicurezza devono essere adeguatamente separate dalle restanti
pertinenze aziendali.
La Normativa UNI relativamente
alle piscine distingue tre tipi di piscine prevedendo per le piscine di
tipo B (a servizio di strutture quali condomini, alberghi, insediamenti
turistici, club a frequentazione limitata ad un gruppo di utenti
definito ed identificabile) e di tipo C (a frequentazione libera, aperte
al pubblico con o senza pagamento di biglietto d’ingresso quali
campeggi, piscine pubbliche, acquapark) la tenuta di un registro
gestione impianto su cui annotare periodo di funzionamento, analisi
periodiche, entità dei reintegri quotidiani di acqua e interventi di
manutenzione delle apparecchiature.
L’Ordinanza della Capitaneria di
Porto di Portoferraio (LI) relativamente alla disciplina delle
attività balneari, obbliga alla presenza di un addetto al salvataggio
abilitato durante l’intero orario di utilizzazione per le piscine
esistenti su aree demaniali marittime.
Il TAR del Veneto (426/R 01/06/93)
ha equiparato la piscina di un complesso turistico alberghiero ad uno
stabilimento di bagni, quindi ad un esercizio pubblico ai sensi
dell’art. 86 del T.U. 18/06/31 n. 773 in quanto aperto ad un numero
indiscriminato e mutevole di persone, quindi subordinato ad
autorizzazione amministrativa ed al rispetto delle prescrizioni che
l’Autorità competente ritenga di imporre in materia di igiene e sanità.
Trattamento
dell'acqua con il cloro
I due parametri più importanti da tenere sotto controllo sono il cloro
e l'acidità (pH) dell'acqua.
I valori del cloro e del pH sono strettamente legati: l'azione
disinfettante del cloro è molto efficace per valori di pH bassi
(acidità elevata).
D'altra parte non è possibile avere un'acqua in vasca con acidità
troppo elevata, in quanto sarebbe troppo aggressiva. Valori di pH
elevati richiederebbero però enormi quantità di cloro e, oltre certi
valori, sarebbero comunque dannosi. E' per questo che l'intervallo
consigliato per il pH è relativamente limitato (7,2 - 7,4).
Analisi
e controllo del pH
Il valore ideale del pH
devee essere compreso fra 7,2 e 7,4.
Se il pH ha un valore inferiore dev'essere aumentato con l'uso di
appositi prodotti chimici, se invece il pH è superiore a 7,6 deve
essere diminuito.
Analisi
e controllo del cloro libero
Il valore del cloro libero
dovrebbe essere compreso fra 0,6 ppm e 1,00 ppm e dev'essere uniforme in
qualsiasi punto della vasca.
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