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RIFERIMENTI
NORMATIVI RELATIVI ALLE PISCINE
ESTRATTO
DA REGOLAMENTO ADOTTATO DAI COMUNI
riferimento alla circolare
n. 128 del 16/7/71
CLASSIFICAZIONE E
DEFINIZIONE
1. Si definisce piscina un complesso attrezzato per la balneazione che
comporti la presenza di uno o più bacini artificiali utilizzati per
attività ricreative, formative, sportive e terapeutiche, esercitate
nell'acqua contenuta nei bacini stessi.
2. In base alla loro destinazione le piscine si distinguono in impianti
di uso privato, collettivo e pubblico.
3. Le piscine sono di uso privato quando l'utilizzo avviene sotto la
responsabilità diretta del proprietario o dei proprietari
congiuntamente.
4. Le piscine sono di uso collettivo quando sono annesse a strutture
collettive quali condomini, residence, multiproprietà, alberghi,
camping, circoli sportivi, villaggi turistici, scuole, caserme ed altre
istituzioni similari e sono fruibili solo dagli utenti delle predette
strutture.
5. Sono invece di uso pubblico le piscine a cui chiunque può
liberamente accedere, a pagamento o meno.
6. Per tutti gli impianti natatori l’allontanamento e lo smaltimento
delle acque di rifiuto, ivi comprese quelle derivanti dal funzionamento
degli impianti di alimentazione delle vasche, deve realizzarsi in
conformità delle vigenti norme sulla tutela delle acque
dall’inquinamento.
CARATTERISTICHE DEI
BACINI DI USO PUBBLICO E COLLETTIVO
1. (DIMENSIONAMENTO DELLE VASCHE) Nelle vasche per bambini
(profondità max cm 60) il numero di frequentatori deve essere calcolato
in ragione di m2 1,5 di specchio d'acqua per persona. In tutte le altre
vasche il numero massimo di frequentatori deve essere calcolato in
ragione di m2 2 di specchio d'acqua per persona.
2. (MORFOLOGIA DELLE VASCHE) La conformazione planimetrica
delle vasche deve garantire la sicurezza dei bagnanti e consentire
comunque un facile controllo visivo di tutte le parti del bacino al
personale di vigilanza.
3. La conformazione delle vasche deve, inoltre, assicurare una completa,
uniforme e continua circolazione dell'acqua in tutte le parti del
bacino.
4. Le pareti delle vasche debbono avere caratteristiche costruttive tali
da non costituire pericolo per la sicurezza dei bagnanti. Le eventuali
prese di fondo dovranno essere dotate di griglie fisse e non amovibili.
5. Per tutte le vasche, nelle zone con profondità fino a m 1,80, la
pendenza del fondo non deve superare il limite dell'8%.
6. (SISTEMI DI TRACIMAZIONE) Si intende per acqua di
tracimazione quella raccolta con sfioro non dipendente dalle variazioni
di livello per la presenza dei bagnanti, ma dovuta alla portata di
ricircolo, al reintegro ed ai fattori naturali accidentali (pioggia,
vento, etc.).
7. Tutte le vasche debbono essere fornite di un sistema di tracimazione
delle acque costituito da canali sfioratori perimetrali e/o da skimmer
incassati nelle pareti al livello del pelo dell'acqua del bacino.
8. Il sistema di tracimazione con canali sfioratori, siano essi
incassati nelle parti verticali che sul bordo orizzontale della vasca,
deve essere obbligatorio per tutte le piscine con superficie superiore a
m 200 e deve essere disposto almeno sui due lati più lunghi per piscine
rettangolari.
9. Per piscine di forme diverse lo sfioro deve interessare almeno il 75%
del perimetro della vasca.
10. Per piscine con superficie di vasca inferiore a m2 200 possono
essere utilizzati skimmer nel rapporto di uno ogni m2 25 di superficie
di vasca.
11. I canali sfioratori ed eventuali vasche di compenso-recupero debbono
essere rivestiti con materiali impermeabili e conformati in modo da
consentire una facile pulizia. Le acque di lavaggio del bordo vasca non
debbono defluire nel canale sfioratore.
12. (SCALE E MANCORRENTI) Quando il dislivello tra bordo
della vasca e fondo superi i cm 60 è necessario prevedere una o più
scalette o gradini incassati in relazione alla conformazione della
vasca.
13. Le scalette debbono essere munite di mancorrenti e debbono essere
rigidamente ancorate alla struttura della vasca.
14. (TRAMPOLINI) Quando sono previsti devono rispettare
per tutti i tipi di impianto quanto previsto dalla Circolare del
Ministero degli Interni n. 16/55.
15. (QUALITÀ DEI MATERIALI) Sia il fondo che le pareti
della vasca debbono essere di colore chiaro, rifiniti con materiale
impermeabile e resistente all'azione dei comuni disinfettanti. Tutti gli
spazi percorribili a piedi nudi debbono avere superficie
antisdrucciolevole. I materiali in metallo devono resistere alla
corrosione.
16. (MARCATURE) Debbono essere apposte marcature sul bordo
della vasca indicanti i valori minimi e massimi della profondità;
inoltre debbono essere evidenziate a mezzo di marcatura le
perimetrazioni in corrispondenza delle quali avviene una variazione
della pendenza del fondo.
17. (PRESIDI DI BONIFICA DEI FREQUENTATORI) L’accesso
alle aree delle attività balneatorie deve avvenire attraverso un
passaggio obbligato lungo il quale va disposta una vasca lavapiedi,
lunga almeno 2 m, alimentata in modo continuo con acqua contenente una
soluzione disinfettante e dotata di docce a zampilli. Tale vasca deve
essere realizzata dimensionalmente e strutturalmente in modo da rendere
obbligatoria la doccia e l’immersione completa dei piedi, compresi gli
zoccoli, nella soluzione stessa; deve avere un battente di almeno cm 16.
18. (SPAZI PERIMETRALI INTORNO ALLA VASCA) Nelle piscine
debbono essere previsti spazi piani privi di ostacoli transitabili lungo
tutto il perimetro della vasca (banchine perimetrali) per favorire
eventuali operazioni di soccorso. Per le piscine di uso pubblico tale
spazio dovrà avere larghezza non inferiore in ogni punto a m. 2,00.
19. Le banchine perimetrali debbono avere una idonea pendenza per
l'allontanamento delle acque; tale acqua deve essere direttamente
convogliata in fogna senza possibilità di immissione in vasca o nel
sistema di ricircolo.
20. (SPAZI DIRETTAMENTE CONNESSI ALLE ATTIVITÀ NATATORIE E DI
BALNEAZIONE) È necessario prevedere spazi comunque distribuiti,
ma direttamente connessi allo specchio d'acqua tali da consentire la
sosta dei frequentatori.
21. Ove previsti, gli spazi relativi ad attività accessorie praticabili
dai frequentatori debbono essere accessibili solo a piedi nudi e
possedere idonee caratteristiche igienico-ambientali per assicurare
condizioni di pulizia, comfort e sicurezza.
22. (DELIMITAZIONE SPAZI DI ATTIVITÀ) Gli spazi
perimetrali intorno alla vasca e quelli direttamente connessi alle
attività natatorie e di balneazione debbono essere delimitati da un
elemento di separazione invalicabile dalle zone limitrofe. Tale
separazione, che può essere realizzata anche con elementi mobili (es.
fioriere, ecc.), è finalizzata a favorire l’utilizzo della vasca
lavapiedi da parte dei frequentatori
23. (ALTEZZA VANO VASCA) L'altezza del vano vasca, negli
impianti coperti, misurata dal pelo libero dell'acqua, dovrà risultare
non inferiore in ogni punto a m 3,50.
24. (SPAZI PER GLI SPETTATORI) Ove sia presente una
sezione per il pubblico comprendente posti per spettatori, gli spazi
accessori, i servizi igienici, le aree ed i percorsi destinati al
pubblico debbono essere indipendenti e separati da quelli destinati ai
frequentatori delle vasche. Per quanto riguarda le caratteristiche
dell’area destinata al pubblico vanno rispettate le norme di sicurezza
emanate dal Ministero dell’Interno. Nel caso di contiguità tra
l’area riservata al pubblico e quella destinata ai frequentatori delle
vasche, va previsto un elemento di separazione in grado di evitare
passaggi incontrollati attraverso le due zone. È necessario inoltre
evitare che le acque di lavaggio delle superfici destinate al pubblico
possano rifluire verso l’area di pertinenza dei frequentatori; a
questo scopo si devono adottare opportuni sistemi di intercettazione per
il convogliamento e la raccolta delle acque di lavaggio.
- SPOGLIATOI
1. Negli impianti aperti al pubblico dovranno essere previsti un numero
di spogliatoi o posti non inferiore al 20%, riducibile al 10% per
impianti stagionali (scoperti), del numero massimo degli utenti
calcolato sulla capienza dei bacini e distinti per sesso, considerando
una uguale presenza di uomini e donne. Il proporzionamento di cui al
comma precedente si applica agli spogliatoi usati a rotazione, che
possono essere sia del tipo singolo sia del tipo comune.
2. Le cabine per gli spogliatoi singoli debbono avere pareti verticali
distaccate dal pavimento per un'altezza non inferiore a cm 20 per
assicurare una facile pulizia anche con l'uso di idranti.
3. Il pavimento degli spogliatoi deve essere rivestito con materiali
resistenti all'azione dei disinfettanti in uso, impermeabili ed
antisdrucciolevoli; esso dovrà essere fornito di griglie di scarico in
grado di smaltire rapidamente le acque di lavaggio.
4. Un posto spogliatoio equivale ad una cabina singola e, per gli
spogliatoi comuni, a m2 1,6.
5. L’altezza interna non deve essere inferiore a m 2,40.
6. Nelle strutture coperte dovranno inoltre essere previsti un numero di
asciugacapelli, pari a quello degli spogliatoi.
- SERVIZI IGIENICI
1. Nelle strutture di uso collettivo deve essere previsto almeno 1 wc ed
1 doccia di tipo chiudibile nelle immediate vicinanze della piscina,
posizionati anche all’interno della struttura ricettiva.
2. Nelle strutture aperte al pubblico dovranno essere previsti almeno: 1
wc ogni 30 frequentatori ed 1 doccia ogni 20 frequentatori (di cui il
50% a box) ed 1 lavabo ogni 30 frequentatori. In ogni caso vanno
previsti 2 settori distinti per sesso e proporzionati, considerando
un'eguale presenza di uomini e donne con un numero minimo di 1 wc, 1
doccia ed 1 lavabo per settore e dotati di erogatori di sapone e idonei
sistemi per l'asciugatura delle mani.
- IGIENE
DELL’AMBIENTE
1. Ai fini della classificazione e dei requisiti delle acque utilizzate
si specifica quanto segue:
a) L'acqua di approvvigionamento, che è quella utilizzata per
l’alimentazione delle vasche (riempimento e reintegro) deve possedere,
fatta eccezione per la temperatura, tutti i requisiti di potabilità
previsti dalle vigenti norme. Sono escluse le piscine alimentate ad
acqua salata.
b) L'acqua di immissione in vasca è quella costituita sia dall'acqua di
ricircolo che da quella di reintegro opportunamente trattate per
assicurare i necessari requisiti.
c) L’acqua contenuta in vasca è quella presente nel bacino natatorio
e pertanto a diretto contatto con i bagnanti.
2. Le caratteristiche chimico-fisiche e batteriologiche delle acque
utilizzate, ad esclusione di quelle salate, dovranno essere conformi a
quanto stabilito dalla circolare n. 128 del 16/7/71.
3. Per gli impianti di nuova realizzazione alimentati da acqua salata,
dovrà essere presentata, contestualmente al progetto edilizio,
dettagliata documentazione tecnica, inerente le caratteristiche
impiantistiche e di filtrazione/disinfezione che saranno valutate dal
competente servizio A.Usl.
4. Nelle piscine di uso pubblico e/o collettivo, l'acqua contenuta in
vasca dovrà comunque rispettare i seguenti parametri:
a) Parametri batteriologici
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Parametri
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Concentrazione
Max. ammissibile
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Coliformi
totali
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0/100 ml
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Streptococchi
fecali
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0/100 ml
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Computo delle
colonie su Agar a 36°C |
200/ ml
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Le metodiche analitiche
sono quelle indicate nell’Allegato III al DPR 24/5/88 n. 236.
b) Parametri chimici
Parametro Valore massimo
ammissibile
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Parametro
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Valore
massimo ammissibile
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pH
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6,5 - 8,5
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Torbidità
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3 mg/l SiO2
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Sostanza
Organica
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1 mg/l O2 oltre
il contenuto dell’acqua
di approvigionamento |
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NH4
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0,5 mg/l NH4
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NO2
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non rilevabile
(come NO2)
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Cloro attivo
libero
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0,5-1,0 ppm Cl2
per pH 6,5 - 7,5
0,7-1,2 ppm Cl2 per pH 7,5 - 8,5 |
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Cloro attivo
combinato
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0,3 ppm Cl2 per
pH 6,5 - 7,5
0,5 ppm Cl2 per pH 7,5 - 8,5 |
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Cloruri
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50 mg/l Cl
oltre il contenuto dell’ acqua di approvvigionamento
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Le
metodiche da utilizzare sono quelle indicate nell’allegato III del DPR
24/5/88 n. 236
c) Temperatura (escluse le
vasche scoperte)
| Vasche bambini: |
26°C-30°C |
| Altre vasche: |
25°C-28°C |
5. (REQUISITI
TERMOIGROMETRICI E DI VENTILAZIONE) Per le piscine coperte, nella
sezione delle attività natatorie e di balneazione, la temperatura
dell'aria dovrà risultare non inferiore alla temperatura dell'acqua in
vasca. L'umidità relativa dell'aria non dovrà superare in nessun caso
il valore limite del 70%. La velocità dell'aria in corrispondenza delle
zone utilizzate dai frequentatori non dovrà risultare superiore a 0,15
m/s e dovrà assicurarsi un ricambio di aria esterna di almeno 20 m3/h
per metro quadrato di vasca. Nelle altre zone destinate ai frequentatori
(spogliatoi, servizi igienici, pronto soccorso) la temperatura dell'aria
dovrà risultare non inferiore a 24°C, assicurando un ricambio
dell'aria non inferiore a 4 volumi/h.
6. (REQUISITI ILLUMINOTECNICI) Nelle sezioni delle attività
natatorie e di balneazione l'illuminazione artificiale dovrà assicurare
condizioni di visibilità tali da garantire la sicurezza dei
frequentatori ed il controllo da parte del personale.
7. (REQUISITI ACUSTICI) Nella sezione delle attività natatorie e
di balneazione delle piscine coperte, il tempo di riverberazione non
dovrà in nessun punto essere superiore a 1,6 sec. Il livello di rumore,
generato dagli impianti e da altre sorgenti installate, non deve
superare il limite di 50 dBA, commisurato come livello massimo
ambientale.
- CARATTERISTICHE
IMPIANTI TECNICI
1. Tutti gli impianti e relativi accessi debbono essere facilmente
identificabili attraverso segnaletiche che ne indichino la funzione; la
loro distribuzione deve rispondere a criteri di ordine e razionalità
per assicurare una facile sorveglianza e manutenzione.
2. Per quanto possibile debbono adottarsi sistemi automatici di
controllo e di manovra degli impianti tecnologici.
3. (CIRCOLAZIONE DELL'ACQUA NELLE VASCHE) Le canalizzazioni di
immissione e di ripresa dell'acqua nelle vasche debbono essere
predisposte in modo che in ogni parte della vasca l'acqua venga di
continuo riciclata e non si creino zone di ristagno. La temperatura
dell'acqua in vasca deve risultare uniforme in tutto il bacino. I
prodotti disinfettanti e gli altri additivi debbono risultare
uniformemente distribuiti nella massa d'acqua, in quantità tali da
assicurare all'acqua stessa i requisiti richiesti dal presente
Regolamento.
4. (RICICLI) L'acqua di ogni vasca deve essere completamente riciclata
nell'impianto di trattamento rispettando i seguenti tempi massimi:
Tipo di vasca Tempi
massimi di riciclo
- vasche per bambini 1 ora:
(h max 60 cm)
- vasche ricreative e di 4 ore: addestramento al nuoto
- vasche ricreative 3 ore: attrezzate (idroscivoli)
5. (REINTEGRI E
RINNOVI) Nelle piscine per le quali il numero giornaliero dei
frequentatori è valutabile, deve essere immessa nelle vasche una
quantità di acqua di reintegro, giornalmente e con uniforme continuità,
pari ad almeno 30 litri per frequentatore. Nelle piscine per le quali
l'attività balneatoria non è programmabile, deve essere immessa nelle
vasche, giornalmente e con uniforme continuità, una quantità d'acqua
di reintegro pari ad almeno il 5% del volume d'acqua in vasca.
6. (ALIMENTAZIONE DELLE VASCHE) Le acque di ricircolo possono
essere trattate in un unico impianto a condizione che ogni vasca
possegga il proprio dispositivo di alimentazione dell'acqua e che
l'apporto di disinfettante corrisponda ai fabbisogni delle singole
vasche. Debbono essere previsti dispositivi per il facile controllo
delle portate per ogni singola vasca ed il prelievo di campioni di acqua
per analisi: dalla tubatura dell'acqua di approvvigionamento, dalla
tubatura dell'acqua di immissione all'entrata in vasca, dalla tubatura
dell'acqua di riciclo all'uscita dalla vasca.
7. (POMPE) Le pompe di circolazione in servizio debbono essere in
numero pari a quello dei filtri. Deve essere comunque installato un
numero supplementare di pompe predisposte per una rapida attivazione ed
atte a garantire una adeguata riserva.
8. (FILTRI ) Il numero delle unità filtranti in servizio è
subordinato alle dimensioni ed alle caratteristiche dell'impianto ed in
ogni caso non dovrà essere inferiore a 2; dovranno essere installate
apparecchiature idonee per l'accertamento dell'efficienza del filtro.
L'acqua di risciacquo deve essere scaricata in conformità alle vigenti
norme sulla tutela delle acque dall'inquinamento.
9. (DISINFEZIONE) L'acqua da immettere in vasca deve contenere
una sostanza disinfettante ad azione residua. Le apparecchiature per il
dosaggio dei disinfettanti debbono essere preferibilmente di tipo
automatico con dispositivi idonei a registrare e regolare in continuo il
mantenimento delle concentrazioni imposte agli agenti disinfettanti
nell'acqua delle singole vasche.
10. (DEPOSITO MATERIALI) I materiali per la pulizia, per la
disinfezione ambientale ed i prodotti chimici impiegati per il
trattamento dell'acqua devono essere conservati in appositi locali
asciutti ed aerati. I prodotti chimici impiegati per il trattamento
dell'acqua devono essere conservati nelle loro confezioni originali. I
materiali di consumo debbono risultare approvvigionati in quantità tale
da assicurare in qualsiasi momento una scorta sufficiente a coprire le
esigenze di impiego.
PRONTO SOCCORSO
1. Ogni piscina di uso pubblico deve essere dotata di un presidio di
primo soccorso ad uso esclusivo dei frequentatori; esso è costituito da
un ambiente di almeno 9 metri quadrati adeguatamente illuminato ed
aerato, per consentire prestazioni di soccorso ad infortunati.
2. Il locale di pronto soccorso dovrà essere dotato di:
a) lavabo;
b) rivestimento lavabile;
c) lettino;
d) armadietto di pronto soccorso suddiviso in due parti di cui una
contenente materiale per piccoli interventi senza ausilio sanitario
(garze, cotone idrofilo, bende sterili, disinfettanti e pomate, etc.)
L’altra dovrà contenere materiali usabili solo dal medico o personale
qualificato (equipaggiamento chirurgico semplice, farmaci, siringhe,
pallone Ambu, etc.). L’utilizzo del materiale dovrà essere disposto
dal personale responsabilizzato e sempre presente (es. assistente ai
bagnanti). Sull’armadietto dovrà essere posto in modo ben visibile un
cartello recante precise indicazioni per reperire, in qualsiasi momento,
personale sanitario qualificato.
3. Il locale adibito a primo soccorso deve essere chiaramente segnalato
ed agevolmente accessibile dalla vasca e deve consentire la rapida e
facile comunicazione con l’esterno attraverso percorsi agibili anche
con l’impiego di lettighe.
4. Le piscine di tipo collettivo dovranno essere dotate di un armadietto
di pronto soccorso, con le caratteristiche sopra citate e posizionato in
un luogo idoneo e di facile accesso.
DOTAZIONE DI PERSONALE,
DI ATTREZZATURE E MATERIALI
(per impianti collettivi o aperti al pubblico)
1. Ai fini dell'igiene, della sicurezza e della funzionalità delle
piscine devono essere assicurate le seguenti funzioni:
a) responsabile della piscina;
b) assistente bagnanti;
c) addetto agli impianti tecnologici;
d) personale per le prestazioni di primo soccorso.
2. Il responsabile della piscina risponde giuridicamente ed
amministrativamente della gestione dell'impianto. Durante il periodo di
funzionamento della piscina deve essere assicurata la presenza del
responsabile o di altra persona all'uopo incaricata.
3. L'assistente bagnanti, abilitato alle operazioni di salvataggio e di
primo soccorso ai sensi della normativa vigente, vigila gli spazi
perimetrali intorno alla vasca. In ogni piscina dovrà essere assicurata
la presenza continua di almeno un assistente bagnanti. Per gli impianti
di uso pubblico dovrà comunque essere rispettato quanto prescritto
dall'autorizzazione all'apertura. Nel periodo di utilizzazione delle
vasche per corsi di addestramento, allenamento sportivo o gare è
sufficiente la presenza al bordo vasca degli istruttori e/o allenatori,
purché abilitati alle operazioni di salvataggio e primo soccorso.
4. L'addetto agli impianti tecnologici ha il compito di garantire il
corretto funzionamento degli impianti. Il sopracitato compito può
essere assicurato anche con appositi contratti da ditte esterne che
garantiscano un pronto intervento.
5. Le prestazioni di primo soccorso devono essere assicurate, durante
tutto il periodo di funzionamento dell'impianto, da personale della
piscina che dovrà essere all'uopo formato, attraverso uno specifico
addestramento teorico - pratico, in ossequio alle vigenti disposizioni
in materia sia nazionali che regionali.
6. In adiacenza del bordo vasca devono essere posti a disposizione, per
un loro pronto impiego, salvagenti regolamentari dotati di fune di
recupero.
GESTIONE
1. In tutti gli ambienti della piscina, quotidianamente, deve essere
praticata una accurata pulizia con allontanamento di ogni rifiuto. Nella
sezione per le attività natatorie e di balneazione e nei servizi
igienici, in particolare nelle zone con percorsi a piedi nudi, la
pulizia, che deve estendersi anche alle superfici verticali, deve essere
completata da una accurata disinfezione giornaliera, utilizzando
soluzioni disinfettanti che corrispondano a requisiti di efficacia e di
innocuità. Nei percorsi a piedi nudi è vietato l'uso di stuoie o
tappeti di qualsiasi tipo.
2. Ogni piscina deve essere dotata di attrezzature idonee alla pulizia
del fondo e delle pareti della vasca, a vasca piena, nonché di
attrezzature per l'asportazione di materiali galleggianti.
3. Nella piscina debbono essere collocati contenitori asportabili, per
rifiuti solidi, in numero adeguato.
4. All'ingresso dell'impianto deve essere esposto, ben visibile, il
regolamento relativo al comportamento dei frequentatori. Questi, prima
di accedere alle vasche, debbono sottoporsi ad accurata doccia. Nei
percorsi a piedi nudi è obbligatorio per i frequentatori l'uso di
zoccoli di legno o ciabattine di plastica o gomma; scarpette da
ginnastica sono consentite solo al personale di servizio per uso
esclusivo durante l'orario di lavoro. L’osservanza degli obblighi
sopra descritti è demandata al responsabile della piscina.
5. Per le piscine di uso pubblico il responsabile della gestione della
piscina deve curare la tenuta di un registro relativo a ciascuna vasca
dell'impianto. Detto registro deve essere quotidianamente aggiornato,
conservato all'interno della piscina e disponibile in caso di controllo
e/o ispezione.
6. In tale registro, oltre alle caratteristiche tecnico funzionali
dell'impianto, devono essere riportati: la quantità totale giornaliera
delle singole sostanze utilizzate per il trattamento dell'acqua o la
disinfezione delle superfici, le operazioni effettuate e la verifica di
pH e Cloro libero da effettuare e registrare ogni 3 ore di apertura.
7. Per le piscine di uso collettivo dovrà essere assicurato un
controllo di pH e cloro libero almeno due volte al giorno, annotando i
risultati su un quaderno di impianto a disposizione dell’autorità di
controllo.
8. Per le piscine ad uso pubblico dovrà inoltre essere registrato il
numero dei frequentatori.
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